Problematiche Emergenti


Mancanza di un Significativo Effetto Ormonale e Studi Controllati su i Fitoestrogeni


In relazione alla possibilità sempre più emergente dell'impiego dei fitoestrogeni come alternativa naturale al trattamento estrogenico sostitutivo interessante risulta essere il commento di Jean Ginburg, Gordana M Prevelevic (Department of Medicine, Royal Free and University College Medical School, London UK) apparso su Lancet Gennaio 2000 vol 355(15)163-64 sulla mancanza di un significativo effetto ormonale e studi controllati sui fitoestrogeni. L'articolo parla del sempre più crescente interesse nei confronti di queste sostanze soprattutto in relazione ad una stampa femminile che promuove l'effetto benefico degli alimenti contenenti questi composti, ma sorge la domanda qual è il razionale scientifico per poter affermare che i fitoestrogeni sono importanti per la salute della donna in postmenopausa.
Il termine fitoestrogeni è applicato ad un ampia categoria di composti, di cui gli isoflavonoidi sono i più noti, e dei quali si conosce ancor poco sul meccanismo e le conseguenze della loro azione. Gli effetti benefici dei fitoestrogeni sui disturbi vasomotori si basano sull'osservazione della bassa incidenza di vampe nelle popolazioni, in particolare quella giapponese, che fanno uso di una dieta ricca di soia, ma studi controllati in doppio cieco non hanno dimostrato una riduzione di questi disturbi. Inoltre in queste popolazioni risulta bassa l'incidenza di certe malattie correlate agli estrogeni come l'osteoporosi, la malattia cardiovascolare, il tumore mammario, perciò i fitoestrogeni sono stati accreditati di un effetto ormonale anche se studi recenti non mostrano modificazioni del profilo ormonale, o della citologia vaginale o dell'endometrio, quindi questo effetto protettivo potrebbe non essere mediato dalle modificazioni del profilo ormonale. L'effetto cardioprotettivo dei fitoestrogeni si basa principalmente su una metanalisi di 38 studi controllati che mostrano una riduzione dei valori di colesterolo totale e LDL e trigliceridi con l'assunzione di 47mg/die di soia, sia sul fatto che scimmie che assumevano con la dieta alte dosi di isoflavonoidi mostravano una migliore risposta vasodilatatoria all'acetilcolina, una riduzione delle placche aterosclerotiche. Inoltre la compliance vascolare mostra un miglioramento dose dipendente nelle donne in menopausa con l'assunzione di isoflavone; sulla base di questo la Food Drug Administration ha decretato la promozione di alcuni prodotti della soia nella protezione cardiovascolare.
Studi su colture cellulari umane e di animale indicano anche che i fitoestrogeni esercitano un effetto antiproliferativo sul tessuto mammario ma questo non giustifica l'uso terapeutico di queste sostanze.
I fitoestrogeni potrebbero agire legandosi ai recettori per gli estrogeni, in particolare ai beta più che agli alfa; il legame sembra dipendere dalla concentrazione di entrambi estrogeni e fitoestrogeni per cui si può prospettare per questi composti un meccanismo di azione come modulatori naturali dei recettori estrogenici e inoltre potrebbero agire anche con un meccanismo diverso da quello recettoriale. Generalmente non viene fatta nessuna differenza tra dieta ricca di fitoestrogeni ed estratti di piante prodotti in pillole o in modo sintetico come l'ipriflavone, la possibilità che siano tossici come terapeutici viene spesso ignorata; ci si scorda spesso che i fitoestrogeni sono registrati come prodotti dietetici e non hanno la licenza per essere venduti come farmaci.
L'aumento dei prodotti "naturali" nei supermercati a base di fitoestrogeni, la promozione come naturali e conseguentemente la supplementazione benefica in assenza di studi controllati e standarizzazione della dose nella preparazione per le vendite al pubblico, contrasta con il rigore delle procedure richieste per gli estrogeni sintetici, SERMS e altri prodotti prescrivibili alle donne postmenopausa. Fino a quando non ci saranno studi controllati sui benefici e pericolosità degli estratti dalle piante e sugli effetti a lungo termine dell'incremento della consumazione dei fitoestrogeni questi non dovrebbero essere rimarcati come supplementazione alla dieta nei meeting medici.