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Postmenopausal hormone therapy increases risk for venous thromboembolic disease


The Heart and Estrogen/progestin Replacement Study

Nell’ambito dello studio HERS, studio randomizzato in doppio cieco, placebo controllato che valuta gli effetti di una terapia ormonale sostitutiva, secondo uno schema combinato continuo con ECE 0.625mg/die e MAP 2,5mg/die su 2763 donne in termini di prevenzione coronarica secondaria è emerso un aumento dell’incidenza di tromboembolismo venoso. Infatti le donne che fanno terapia ormonale hanno un incremento 3 volte maggiore di rischio di tromboembolismo venoso( pari ad 1 caso su 256 soggetti) comparato col gruppo che assume placebo. Benché il numero degli eventi sia piccolo, il rischio relativo sembra aumentato sia per il tromboembolismo idiopatico e non. I risultati dello studio concordano con quello di 5 recenti studi osservazionali che includano donne più giovani che non hanno fattori di rischio aumentati per il tromboembolismo venoso. Per la conferma dei risultati andrebbero eliminati alcuni bias clinici, infatti le partecipanti allo studio sono anziane ed cardiopatiche, inoltre lo studio HERS include sia eventi tromboembolici idiopatici e non. Il risultato degli studi osservazionali potrebbe essere influenzato anche dal parere del medico predisposto ad esagerare il rischio tromboembolico della HRT.

In un analisi multivariabile il rischio tromboembolico venoso è aumentato tra le donne con fratture delle estremità inferiore, affette da patologia tumorale ed entro 90 giorni da un intervento chirurgico ed un ospedalizzazione non chirurgica. Il rischio è diminuito da farmaci come l’aspirina e le statine.

Il rischio assoluto di eventi tromboembolici tra le donne che assumevano placebo è 2,3 per 1000 soggetti. Questa quota è più alta di quella osservata in una popolazione più giovane, ma simile a quella osservata in una popolazione anziana. Quindi il medico deve sempre considerare il rischio tromboembolico nella valutazione dei rischi benefici di una HRT e le donne ad alto rischio devono evitare la terapia ormonale sostitutiva.

(Ann Int Med 2 May 2000, 132(9); 689-696)