Selezione dalla Letteratura


Hormone Replacement Therapy and Incidence of Alzheimer Disease in Older Women
The Cache County Study

JAMA, November 6, 2002 - vol 288 n°17

Il sesso femminile,rispetto a quello maschile, dopo gli ottant'anni sembra avere un maggior rischio di M. di Alzheimer (AD).
La carenza estrogenica potrebbe contribuire a questo aumento di incidenza in quanto questi ormoni potrebbero esercitare numerosi effetti protettivi nei confronti dell'invecchiamento cerebrale tra cui un 'azione inibitrice sulla formazione della Beta amiloide, sulla stimolazione della attività colinergica, riduzione del danno ossidativo e protezione del rischio vascolare.
Gli studi epidemiologici che analizzano se l'impiego della HRT è associato ad una riduzione del rischio di AD nelle donne anziane hanno dato fino ad oggi risultati contrastanti.

OBIETTIVO: Questo ampio studio di coorte si propone di analizzare i dati prospettici della relazione tra HRT e AD nelle donne anziane.

MATERIALI E METODI: Studio prospettico sull'incidenza della demenza in una popolazione selezionata di 1357 uomini (età media 73.2) e 1889 donne (età media 74.5) residenti in un piccolo paese Cache County nell'Utah . I partecipanti furono selezionati tra il 1995 e 1997 e tre anni più tardi 1998-2000 fu eseguito il follow-up di valutazione di incidenza di nuovi casi di demenza.
Furono raccolte informazioni, per quanto riguarda il sesso femminile, sull'uso pregresso o corrente di HRT , come quello di impiego di calcio o supplementi multivitamici per una valutazione se lo stile di vita potesse influenzare la malattia..

RISULTATI: 35 uomini (2,6%) e 88 donne (4,7%) svilupparono AD tra il periodo iniziale e il tempo di follow-up (3 anni). L'incidenza tra le donne incrementa dopo gli ottant'anni e supera il rischio dei maschi di pari età. HR (hazard ratio) 2.11; CI (Confidence interval) 1.22- 3.86. Le donne che hanno impiegato HRT hanno un minor rischio di AD (26 casi su 1066) comparato con quelle che non l'hanno usata (58 casi su 800 donne) HR 0,59; CI 0,36-0.96. Il rischio varia con la durata di uso della HRT, infatti l'aumento di rischio legato al sesso si annulla solo con più di 10 anni di terapia (7 casi su 427). HR 0.41; CI 0,17-0,86 per l'uso di HRT comparato con il non uso e HR 0.77; CI 0.31-1.67 paragonato al sesso maschile. Simile effetto non è stato riscontrato per l'impiego di multivitamici o calcio. La riduzione del rischio è soprattutto nella categoria delle "former users" con più di 10 anni di esposizione alla HRT per la quale è valutata una riduzione del rischio di AD di ben 5 volte. Mentre non si ha riduzione o modesta del rischio nella categoria delle"current users" con impiego di HRT per pochi anni o comunque meno dei 10 anni.

CONCLUSIONI: L'uso di HRT è accompagnato ad una riduzione significativa del rischio di incidenza di M. di Alzheimer, ma non ci sono apparenti benefici con un uso corrente minore dei 10 anni.

COMMENTO: Questi dati, in accordo a quelli dei principali studi osservazionali, confermerebbero un ruolo protettivo della HRT solo se impiegata precocemente,al tempo della menopausa, non il suo impiego recente, quando il danno cerebrale inizia a manifestarsi con la demenza. La stessa cosa sarebbe applicabile anche per l'impiego dei farmaci antinfiammatori non steroidei impiegati nel DA. Questi farmaci e la HRT sarebbero utili solo se impiegati in uno stadio ancora di latenza della malattia. Questa ipotesi sarebbe confermata anche dai risultati di recenti studi che non riportano un miglioramento del deterioramento cognitive con l'uso di HRT nella donna con malattia stabile.
Tra le limitazioni dello studio potrebbe esserci che queste conclusioni valide per la piccola comunità di Cache County potrebbero non essere generalizzabili. Inoltre il periodo di follow-up è relativamente breve. Un altro bias dello studio potrebbe essere legata alla dimenticanza da parte del soggetto intervistato dell' impiego di alcuni farmaci, anche se per la HRT risulta meno probabile scordarne l'impiego, in quanto si tratta per molte donne di una decisione importante presa insieme al proprio medico e tipicamente impiegata per diversi anni. Non si può inoltre escludere che le utilizzatrici di HRT differiscano in altri attributi correlati alla salute in genere e al M. di Alzheimer in particolare. Questo studio, come altri recenti lavori, potrebbe suggerire un effetto della HRT nella prevenzione primaria del M. di Alzheimer e non per il suo trattamento.