In globale si e
verificato un aumento di rischio di cancro mammario in ogni tipo di trattamento: - le combinazioni estroprogestiniche determinerebbero un numero di casi attesi superiori a quelli finora descritti in letteratura 6 casi in più per 1000 donne entro 5 anni e 19 casi in più entro 10 anni di terapia; - il tibolone presenta un rischio aumentato RR 1.45 che si colloca in posizione intermedia rispetto alle terapie ERT - HRT ; - le vie di somministrazione presentano rischi similari con un incremento che risulta minore nel trattamento transdermico RR 1,24 rispetto all'orale 1,32 o negl'impianti RR 1,65; - il rischio aumenta con la durata d'uso in modo lieve con solo estrogeni ma in maniera più elevata con l'associazione dei progestinici esaminati (MAP, noretisterone, norgestrel); - una volta sospesa la terapia il rischio inizia gradatamente a ridursi fino a tornare agli stessi livelli delle "never user", dopo 10 aa il RR diventa addirittura 0,90; - la mortalità
risulta maggiore, seppur in modo non significativo, in chi assume trattamenti
ormonali ma nelle ex assuntrici risulta comunque pressochè sovrapponibile
alla popolazione generale; CONSIDERAZIONI I risultati del Million
Women Study confermano un dato già noto da tempo: l'aumento
del rischio di sviluppare un tumore mammario in corso di terapia ormonale
sostitutiva vedi studi precedenti : quali Collaborative Group e di
recente il Women's Health Iniziative . L'aumento di rischio
segnalato per la durata d'uso nel
Collaborative Group è sovrapponibile ad ogni anno di ritardo nella
menopausa tardiva e rappresenta una riconferma del ruolo protettivo della
menopausa sullo sviluppo del tumore mammario. Questo meccanismo potrebbe
essere riferito piuttosto ad una azione promuovente che iniziante da parte
della terapia ormonale sulla neoplasia. Questo spiegherebbe anche il significativo
aumento di rischio riportato dal Million Study,già nel primo anno,
in chi utilizza estro-progestinici (RR1.45). I dati del Women's Health Iniziative (WHI) pubblicati nel 2002 sono molto più autorevoli trattandosi di uno studio prospettico randomizzato in doppio cieco. Questo trial clinico porta a dei risultati difficilmente adattabili alla popolazione italiana, che fa uso di HRT, che risulta essere in genere più giovane e con minori fattori di rischio cardiovascolare. Il clamore suscitato dalla sospensione dello studio nel braccio con estroprogestinici non è legato tanto alla riconferma dell'aumento del rischio mammario, peraltro sovrapponibile a quanto segnalato precedentemente, quanto alla messa in discussione dei risultati di ampi studi clinici osservazionali che avevano precedentemente determinato le linee guida sulla prevenzione cardiovascolare primaria. The Million Study è uno studio osservazionale che contribuisce a confermare il modesto incremento di rischio assoluto di carcinoma mammario con HRT già evidenziato dal WHI. La combinazione con il progestinico può essere più rischiosa dell'estrogeno terapia da sola, questo dato viene ulteriormente rafforzato dal proseguimento nel WHI del braccio con ERT sulle donne isterectomizzate. Lo studio inoltre mostra che il tibolone incrementa il rischio relativo di tumori al seno più degli estrogeni da soli, e meno delle combinazioni di estrogeni e progestinici. Il dato è molto diverso rispetto alle conoscenze precedenti non concordando con risultati di precedenti studi per il tibolone e per i soli estrogeni come lo stesso WHI. Quindi è logico aspettare nuovi dati che saranno forniti sia dal trial clinico non interrotto del WHI con gli estrogeni, sia dai programmati trials clinici in corso sugli effetti del tibolone sull'incidenza del carcinoma mammario. L'incremento di
mortalità risulta essere borderline da un punto di vista di
significatività statistica ed è in controtendenza agli ultimi
10 studi pubblicati , di cui alcuni con un maggiore spessore per la metodologia
usata. Ricordiamo ad esempio uno studio coorte prospettico su 422.000
donne in post menopausa dell'American Cancer Society con riduzione della
mortalità del 16%. La personalizzazione della terapia comporta una attenzione alle indicazioni e al rapporto rischi-benefici, selezione delle pazienti in base a fattori di rischio e personalizzazione del follow-up (tempi, ecografia, ecc .). Negli studi clinici la selezione delle pazienti per una reale valutazione del rischio mammario in corso di terapia ormonale dovrebbe tenere conto dei fattori di rischio individuali, come la genetica, la familiarità, le abitudini di vita ed altro che rendono un individuo già di per sé a maggior rischio In accordo alle tematiche esposte e tenuto conto dei risultati di questi studi, in Italia abbiamo sempre posto attenzione alla oculata personalizzazione delle scelte terapeutiche, culturalmente si è sempre cercato di utilizzare prodotti metabolicamente più inerti, alla dose minima efficace, schemi terapeutici e dosaggi ritenuti più idonei per quel singolo individuo. I risultati di
studi come MWS, WHI non possono e non devono rappresentare una fonte di
interferenze su quelle che sino ad oggi sono state le indicazioni ed i
comportamenti su come trattare la donna sintomatica in postmenopausa,
ma devono invitarci ad un attenta analisi delle utenti che dovranno essere
tipizzate e trattate con un 'attenta personalizzazione in base al rapporto
costo- beneficio. Il Progetto Menopausa
Italia (PMI) rimane a tutt'oggi una banca dati di vaste proporzioni che
può dare molte informazioni sull'uso della terapia sostitutiva
in Italia. Nel 25,8% delle donne, la menopausa è insorta in giovane età: prima dei 40 aa (POF) nell'0,8%, nel 10% dei casi prima dei 45 aa per menopausa precoce e nel 15% per menopausa chirurgica. È evidente come questa popolazione debba essere sottoposta ad adeguato trattamento ormonale. Nelle donne isterectomizzate
il trattamento con soli estrogeni può essere protratto con relativa
tranquillità,visto gli studi più recenti, ben oltre i 5
anni, anche per 10-15 anni, sempre che sia dimostrato un beneficio adeguato. Infine proprio in questo momento di forte dibattito il Progetto Menopausa potrebbe rappresentare l'occasione per sviluppare studi clinici di valenza internazionale, informazioni mancanti sulla personalizzazione della terapia, utilizzo di bassi dosaggi, schemi e vie e molecole alternative, che potrebbero contribuire alla chiarificazione del ruolo della terapia ormonale in menopausa. CONCLUSIONI I benefici delle terapie di breve durata (3-4 aa) per la sintomatologia climaterica sono sicuramente superiori ai rischi. I trattamenti con solo estrogeni nelle pazienti isterectomizzate possono essere protratti per periodi medio lunghi, visto il modestissimo rischio oncologico mammario La terapia ormonale locale, vaginale con qualsiasi tipo di estrogeno è associata ad un RR 0,67 di carcinoma mammario. Questa osservazione ci autorizza a trattamenti nelle distrofie cervico vaginali e nelle patologie urogenitali anche per periodi molto lunghi. Discorso a parte va fatto per il tibolone, il cui risultato negativo potrebbe essere determinato da bias di selezione, potendo essere state trattate con questo farmaco donne a rischio di patologia mammaria. A proposito dei progestinici, il problema è complesso :dobbiamo invitare ad usare i progestinici androgenici per brevi periodi. specie in quelle pazienti in cui si vuol ottenere un buon controllo del ciclo e buoni effetti sulla cenestesi. Vanno presi in considerazione per i trattamenti di lunga durata i progestinici più vicini al progesterone naturale, a basse dosi, valutando la possibilita' di vie alternative quali la vaginale e uterina. La pregressa terapia con contraccettivi orali e /o terapia ormonale sostitutiva sospesa da cinque o più anni non comporta rischi aggiuntivi per il tumore della mammella. Pur dovendo accettare
i dati di uno studio così numeroso e completo, dobbiamo prendere
atto di errori presenti, quali l'aver confuso nella tabella della terapia
1mg di etinilestradiolo invece che il 17 beta estradiolo, che se può
essere considerato un refuso ,denota un pressappochismo e superficialità
in chi ha scritto e successivamente corretto il lavoro, che è stato
pubblicato in una tra le riviste di maggior rilevanza internazionale. |