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Gruppo
di Studio Tamoxifen
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RIASSUNTO
PROGETTO DI RICERCA
I. INFORMAZIONI GENERALI
1. Titolo: The HOT Study (HOrmone replacement therapy
and Tamoxifen). Studio di fase III per la prevenzione del carcinoma mammario
con tamoxifen a basse dosi in donne in terapia ormonale sostitutiva (S/51)
2.
Sperimentatore Principale: Andrea Decensi;
Chairman dello studio: Umberto Veronesi
3.
Co-sperimentatore/i:
(Bernardo Bonanni (Coordinatore dello studio); Nicole Rotmensz (Data Manager);
Chris Robertson (Statistico); A. Nonis (Aspetti Regolatori e Controllo
di qualità); più altri investigatori nei centri partecipanti
4.
Divisione/i:
Unità di Farmacoprevenzione, IEO;
Altri centri nazionali ed internazionali
5.
Sede/i dello studio:
·Istituto Europeo di Oncologia, Milano; altri centri partecipanti
6.
Sponsor: Istituto Europeo Oncologia
7.
Durata: anni 10 (5 di reclutamento, 5 di follow-up)
8.
Data prevista inizio: 01/03/2001
9.
Data prevista fine: 28/02/2011
II. CARATTERISTICHE PRINCIPALI
1.
Razionale scientifico: Numerose osservazioni indicano che la combinazione
di terapia ormonale sostitutiva (Hormone Replacement Therapy, HRT) e di
un modulatore selettivo dei recettori ormonali (SERM) come il tamoxifen
può mantenere i benefici riducendo nello stesso tempo i rischi
dei due trattamenti. Recenti dati epidemiologici evidenziano che l' HRT
è in grado di incrementare la qualità e forse anche la durata
della vita. Tuttavia, un uso prolungato di HRT può aumentare il
rischio di sviluppare un tumore mammario, specie con la combinazione estro-progestinica.
Il rischio aumentato è stato associato ad una aumentata espressione
dei recettori per gli estrogeni nel tessuto mammario sano, il che implica
una sensibilità più pronunciata al segnale estrogenico.
Per questo appare razionale l'aggiunta di un SERM che sia in grado di
ridurre questo effetto di promozione sulla crescita cellulare mammaria.
Lo studio NSABP-P1 condotto negli USA su oltre 13000 donne ad aumentato
rischio per carcinoma mammario dimostra che il tamoxifen riduce del 50%
l'insorgenza del carcinoma mammario. Un'analisi post hoc dello studio
italiano di prevenzione del tumore mammario con tamoxifen ha dimostrato
una riduzione quasi significativa del carcinoma mammario nelle donne che
assumevano continuativamente HRT insieme al tamoxifen rispetto a quelle
che assumevano HRT e placebo. Si ipotizza inoltre che l'aggiunta di HRT
contenente progestinici possa ridurre il rischio di carcinoma endometriale
associato al tamoxifen. È anche plausibile che l'estrogeno riduca
l'incidenza di sintomi vasomotori e urogenitali, i quali sono una delle
principali ragioni di sospensione del tamoxifen negli studi di prevenzione.
A questo riguardo, i dati dello studio italiano con tamoxifen su oltre
5000 donne isterectomizzate di età compresa tra 35 e 70 anni indicano
che la compliance è stata decisamente più alta nelle donne
che già assumevano o che avevano iniziato ad assumere l'HRT durante
il trial rispetto a quelle che non hanno mai ricevuto HRT durante lo studio.
È da notare che nel trial di prevenzione USA le donne in premenopausa
non hanno avuto nessun aumento di incidenza di eventi avversi, compreso
il carcinoma endometriale e gli eventi tromboembolici venosi. Una spiegazione
plausibile per l'assenza di tossicità nelle donne in premenopausa
è legata alla concomitante presenza di adeguati livelli circolanti
di estrogeni che impedirebbero al tamoxifen di agire come estrogeno-agonista
a livello di questi tessuti bersaglio.
Studi recenti suggeriscono che la dose standard del tamoxifen può
essere ridotta ad un quarto (cioè 10 mg a giorni alterni) senza
che questo determini una perdita significativa dei suoi effetti biologici
positivi su un'ampia serie di biomarkers di attività del farmaco
e di rischio di carcinoma mammario, quali ad esempio i livelli circolanti
di Insulin Like Growth Factor-I (IGF-I). Inoltre, uno studio epidemiologico
condotto in infermiere anziane affette da carcinoma della mammella ha
recentemente mostrato che una dose giornaliera di 10 mg di tamoxifen riduce
significativamente la percentuale di fratture del femore rispetto a chi
non faceva uso di tamoxifen o rispetto a chi assumeva 20 mg/die. Dato
che l'effetto del tamoxifen sull'endometrio sembra essere sia dose- che
tempo-dipendente, una riduzione della dose potrebbe ridurre significativamente
il rischio di carcinoma endometriale mantenendo al tempo stesso la sua
capacità preventiva.
L'associazione di HRT e tamoxifen a basse dosi potrebbe dunque ridurre
i rischi e gli effetti collaterali e mantenere i benefici di entrambi
i trattamenti. Lo scopo del presente studio è di verificare queste
ipotesi in un ampio trial clinico controllato.
2.
Obiettivo: L'obiettivo principale del trial è verificare
se il tamoxifen a basse dosi riduce l'incidenza di carcinoma mammario
invasivo ed in situ in donne sane in menopausa che stanno già assumendo
o che intendono iniziare la HRT.
3.
Disegno: Lo studio è un trial di fase III randomizzato,
controllato con placebo, in doppio cieco, con il seguente disegno:
Tamoxifen 5 mg al giorno
8500
donne in terapia ormonale sostitutiva ® Random*
Placebo
al giorno
*
= Assegnazione da parte del computer in base a criteri statistici.
4.
Fase sperimentale: Fase III (riduzione di incidenza del carcinoma
mammario)
5.
Trattamento/i: Tutte le partecipanti assumeranno per 5 anni una
compressa al giorno per via orale di Tamoxifen 5 mg o di placebo, in associazione
a HRT di qualunque preparazione, schema (combinata o sequenziale, continua
o ciclica), dose e via di somministrazione.
Principio attivo: Tamoxifen citrato
Specialità medicinale: Tamoxifen
Indicazione: prevenzione del carcinoma della mammella
Formulazione: compresse
Via di somministrazione: orale
Dose max per singola somministrazione: 5 mg
Posologia max/die: 5 mg al dì
Durata del trattamento: 5 anni Associazione con altri farmaci:
HRT
III. DESCRIZIONE DELLA POPOLAZIONE
1.
Caratteristiche dei soggetti/pazienti: Donne sane in menopausa
in HRT da un massimo di 3 anni complessivi o in procinto di iniziare HRT
per sindrome climaterica o prevenzione dei disordini della menopausa che
eseguono mammografia di screening annuale.
2.
N. totale soggetti/pazienti: 8500
3.
N. soggetti/pazienti per centro: da definire
4.
Giustificazione della dimensione del campione: Lo studio è
disegnato per osservare una riduzione del 40% di incidenza di carcinoma
mammario invasivo e non invasivo (DCIS) con un potere statistico dell'80%,
un livello di significatività a due code del 5% ed una compliance
al trattamento pari all'80%. Usando il log rank test è necessario
osservare 126 tumori della mammella per la potenza suddetta. E' necessario
reclutare 4250 soggetti per gruppo. Il tasso di eventi attesi nel gruppo
placebo è pari al 4/1000. Ipotizzando che la maggior parte delle
donne reclutate nel trial non siano ad alto rischio per carcinoma mammario,
si può applicare un tasso di base del 2.2/1000 (corrispondente
al tasso del registro di Varese nella fascia di età corrispondente),
che si ipotizza aumenti al 3/1000 tenendo conto dell'effetto dello screening
mammografico annuale e dell'HRT. Considerando infine l'inclusione del
carcinoma intraduttale come endpoint principale, è probabile che
il tasso dell'endpoint combinato possa anche essere superiore al 4/1000.
Nello studio tamoxifen condotto negli USA l'incidenza di forme intraepiteliali
è stata pari al 40% di tutti i tumori mammari.
Sulla base dei dati delle ricerche di mercato e dei dati ISTAT, si calcola
che ci siano nell'Italia centrosettentrionale circa 600.000 donne di età
compresa tra 45 e 64 anni che usano HRT per uno o più anni. Non
ci sono dati sicuri sul numero di donne che inizieranno ad usare HRT,
ma sulla base dei dati precedenti e considerando un periodo massimo di
5-6 anni di uso di HRT, si calcola che ogni anno vi siano circa 200.000
potenziali candidate allo studio, ciò che rende plausibile il raggiungimento
del numero desiderato di partecipanti in 5 anni.
Per un campione totale di 8500 soggetti, la tabella seguente mostra l'effetto
dei principali parametri che influenzano la validità del calcolo
del campione sulla potenza. Si noti come la potenza dello studio è
soprattutto sensibile alla stima della riduzione di incidenza ottenuta
con tamoxifen (Riduzione del rischio=0.6 ovvero 40%):
Riduzione
del rischio
Potenza (%) |
0.5
0.95 |
0.6
0.80 |
0.7
0.54 |
Tasso
di DCIS + Ca. Invasivo
Potenza (%)
|
3/1000
0.68 |
4/1000
0.80 |
5/1000
0.88 |
Compliance
Potenza (%) |
70%
0.70 |
80%
0.80 |
90%
0.89 |
Reclutamento,
in anni
Potenza (%) |
4
0.68 |
5
0.80 |
6
0.89 |
Follow
Up, in anni
Potenza (%) |
4
0.75
|
5
0.80 |
6
0.85 |
5.
Criteri di inclusione:
- Donne in menopausa candidate a HRT per il controllo dei sintomi
menopausali e/o la prevenzione dei disturbi menopausali. Lo stato menopausale
si definisce come amenorrea da almeno 6 mesi rispetto all'ingresso in
studio e livelli di FSH nel range della menopausa per il laboratorio di
riferimento;
- Donne che già assumono HRT da un massimo di 3 anni complessivi;
- Compliance a eseguire mammografia di screening annuale;
- Consenso informato scritto
6.
Criteri di esclusione:
- Patologie ginecologiche che controindicano l'uso di tamoxifen o di HRT
(iperplasia atipica dell'endometrio, fibromiomi sintomatici, anamnesi
di endometriosi attiva, polipi dell'utero non resecati, cisti ovariche
di significato sospetto);
- Qualsiasi tipo di neoplasia maligna, con l'esclusione della CIN e dei
tumori cutanei non-melanoma;
- Alterazioni di grado 2 della funzionalità metabolica, epatica,
renale e cardiaca secondo i criteri del National Cancer Institute ;
- Ogni tipo di patologia retinica; cataratta severa; glaucoma;
- Presenza di importanti fattori di rischio per patologie venose: storia
di flebiti superficiali estrogeno-dipendenti o "sine causa",
tromboflebiti profonde o altri importanti eventi venosi tromboembolici
(embolia polmonare, ictus, ecc.)
- Terapia anticoagulante in atto (eparina, dicumarolo);
- Infezioni in atto;
- Patologia psichiatrica grave o incapacità a seguire le procedure
del protocollo;
- Ogni altro fattore che, a giudizio dell'investigatore, controindichi
l'uso di tamoxifen o di HRT.
7.
Criteri generali di valutazione dell'efficacia:
Obiettivi primari:
Incidenza di carcinoma duttale in situ o di carcinoma mammario invasivo
mediante visita clinica semestrale e mammografia annuale e successiva
diagnosi istologica
Obiettivi secondari:
Incidenza dei seguenti eventi:
- Patologia mammaria non invasiva (carcinoma lobulare in situ, iperplasia
atipica) mediante visita clinica ogni 6 mesi e mammografia annuale e successiva
diagnosi istologica
- Carcinoma endometriale mediante visita clinica ed ecografia transvaginale
annuale e successiva diagnosi istologica
- Altre neoplasie
- Fratture ossee
- Eventi cardiovascolari arteriosi
- Eventi venosi tromboembolici
- Cataratta
- Altri eventi avversi
- Mortalità complessiva
Indagini
di laboratorio
In un sottogruppo: valutazione della compliance al trattamento mediante
misurazione delle concentrazioni ematiche di tamoxifen e N-desmetiltamoxifen.
8.
Criteri generali di valutazione della tollerabilità: Prima
dell'ingresso in studio i soggetti verranno valutati con anamnesi, visita
medica, esami ematochimici di sicurezza (emocromo, transaminasi, fosfatasi
alcalina, azotemia, glicemia, creatinina, colesterolo totale e HDL, trigliceridi,
esame delle urine), ecografia tranvaginale.
Vengono seguiti i criteri di tossicità del National Cancer Institute.
Tossicità di grado 3 e 4 determinano la sospensione definitiva
dal trattamento, salvo specifiche eccezioni discusse nel protocollo integrale.
I più frequenti effetti collaterali possono essere così
riassunti:
endocrini: vampate di calore;
costituzionali: sudorazioni diurne e notturne, aumento di peso;
sfera sessuale e riproduttiva: perdite vaginali, secchezza/prurito vaginale,
bleeding, irregolarità mestruali;
dolore: dispareunia;
genitourinari: incontinenza.
9.
Metodologia statistica: Lo studio è multicentrico, in doppio
cieco, con controllo placebo. Un numero progressivo di screening verrà
assegnato al momento del primo contatto. Tale numero verrà collegato
al numero di randomizzazione presente sull'etichetta del flacone e corrispondente
al contenuto del farmaco (tamoxifen o placebo). Il processo di randomizzazione
avverrà per telefono al Data Center dell'IEO, che, dopo aver annotato
le caratteristiche del soggetto e aver verificato la sua eleggibilità,
comunicherà il numero di contenitore del farmaco. A questo punto
il soggetto verrà considerato in studio. La randomizzazione sarà
effettuata seguendo un algoritmo di minimizzazione basato sul biased coin,
che alloca il soggetto nei due gruppi di trattamento in funzione dei totali
marginali delle precedenti assegnazioni. I fattori di stratificazione
sono: centro, uso di HRT (attuale versus de novo), età (<60,
>60), presenza o assenza di utero (che dovrebbe corrispondere a HRT
versus ERT), via di somministrazione dell'estrogeno (transdermica versus
orale).
L'analisi sarà basata sul trattamento assegnato alle donne al momento
della randomizzazione ("intention to treat"). Tutte le donne
saranno incluse nell'analisi principale indipendentemente dalla compliance
e saranno seguite fino al termine dello studio anche nel caso di interruzione
del trattamento. I dati di ciascun gruppo saranno sommati in forma di
curva di incidenza cumulativa delle donne con carcinoma mammario durante
il corso dello studio. Ciò è equivalente alla curva di sopravvivenza
di Kaplan Meier. Ogni analisi dei sottogruppi, per esempio de novo versus
current users, transdermica versus orale, sarà realizzata usando
il modello dei rischi proporzionali di Cox e il test di interazione. Questo
modello sarà anche utilizzato per aggiustare squilibri nell'assegnazione
del trattamento riguardo a fattori non inclusi nella randomizzazione.
IV. VALUTAZIONE DEL RAPPORTO RISCHIO/BENEFICIO
1.
Possibili vantaggi: Riduzione del rischio di carcinoma mammario
mantenendo inalterata la qualità di vita indotta dalla HRT e riducendo
i rischi legati all'assunzione del tamoxifen.
2.
Possibili svantaggi e rischi: Rischio di eventi tromboembolici
venosi e di carcinoma endometriale. È da notare tuttavia che negli
studi italiano e inglese non è stato dimostrato alcun effetto sinergico
dei due trattamenti (tamoxifen e HRT) sul rischio venoso. Inoltre la presenza
concomitante dell'estrogeno potrebbe neutralizzare l'effetto estrogeno
agonista del tamoxifen sul rischio tromboembolico venoso. La riduzione
della dose di tamoxifen e la concomitante presenza del progestinico nell'
HRT può ridurre il rischio di carcinoma endometriale.
3.
Alternative diagnostico-terapeutiche: Una scelta alternativa per
le pazienti può essere quella di non entrare a far parte dello
studio, assumendo la sola HRT.
4.
Procedure dello studio: L'impegno richiesto alle pazienti per
seguire le indicazioni dello studio è il seguente:
- Visita basale: dove, oltre alla firma del consenso informato, alla visita
clinica ed alla randomizzazione, vengono eseguite tutte le procedure previste
per l'esecuzione dello studio stesso e cioè esami ematochimici,
mammografia bilaterale ed ecografia transvaginale.
- Una visita ogni 6 mesi: con visita clinica e monitoraggio di eventuali
eventi avversi.
- Una visita ogni 12 mesi: visita clinica, monitoraggio di eventuali eventi
avversi, mammografia ed ecografia transvaginale.
- Prelievo di sangue per misurare i livelli di farmaco e metaboliti in
un sottogruppo di soggetti determinati a random.
5. Misure precauzionali a salvaguardia dei soggetti/pazienti: Oltre
a normali controlli per confermare il raggiungimento degli obiettivi dello
studio, possono essere considerate una serie di prestazioni atte alla
salvaguardia del soggetto e della sua salute. In particolar modo ci si
riferisce a visite cliniche, esami ematochimici ed ormonali, ecografie/isterosonografie
ginecologiche, oltre all'attenta valutazione clinica e strumentale di
qualsiasi effetto collaterale che compaia durante lo studio.
6.
Valutazione complessiva del rapporto rischio beneficio: Si ipotizza
che il trattamento con tamoxifen a basso dosaggio riduca dal 4/1000 al
2.4/1000 (riduzione dell' 1.6/1000, pari al 40%) il tasso annuale di insorgenza
del carcinoma mammario in soggetti in HRT. Nei soggetti dello studio USA
in premenopausa, cioè in presenza di livelli ormonali confrontabili
con quelli ottenuti con HRT, il tamoxifen alla dose convenzionale di 20
mg/die ha aumentato il rischio annuale di tumore endometriale dello 0.2/1000
(da 1.1 a 1.3/1000). Ammettendo che il dosaggio ridotto di tamoxifen si
associ ad una diminuzione di questo rischio del 50% (pari ad un aumento
dello 0.1/1000), il rapporto rischio beneficio appare quindi altamente
favorevole. Per quanto riguarda il rischio di eventi tromboembolici venosi,
non vi sono evidenze di un effetto additivo o sinergico negli studi in
cui alcuni sottogruppi di soggetti sono stati trattati con la combinazione
di HRT e tamoxifen. Anche in questo caso è possibile che la concomitante
presenza di adeguati livelli ormonali impedisca al tamoxifen di agire
come un estrogeno agonista a livello venoso. Nello studio tamoxifen condotto
negli USA, l'eccesso di embolie polmonari e di trombosi venose profonde
nelle donne in premenopausa trattate con tamoxifen è stato rispettivamente
dello 0.1/1000 e 0.3/1000. Da notare tuttavia che nello studio italiano
ed inglese il rischio di eventi venosi severi è stato nettamente
inferiore allo studio USA, probabilmente per il diverso peso dei fattori
di rischio nelle popolazioni.
Pertanto si può concludere che il rapporto rischio/beneficio appare
decisamente favorevole.

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