ALENDRONATO
Meccanismo di azione: l'alendronato inibisce il riassorbimento degli osteoclasti Farmacocinetica: la disponibilità per via orale è estremamente bassa (0,7%) e sostanzialmente diminuita dai cibi e le bevande. La quota assorbita viene incorporata a livello osseo. Il farmaco viene principalmente eliminato per via renale. Evidenze dell'efficacia:
Attualmente l'efficacia del farmaco nell'osteoporosi postmenopausale si
basa principalmente su due studi di comparazione con placebo. Nel primo,
che è uno studio metodologicamente piuttosto debole, 994 donne
con un BMD lombare estremamente basso (<-2,5 SD) furono trattate con
alendronato o placebo e seguite per tre anni. Nelle pazienti che non avevano
fratture vertebrali (il 79%) il farmaco riduce l'incidenza di nuove fratture
dal 2% al 1% e la riduzione del rischio assoluto è l'1%. Effetti avversi: possibilità di severa esofagite che accade più spesso durante il primo mese di trattamento. Dose: per il trattamento dell'osteoporosi la dose è pari a 10mg/die. Deve essere assunta a stomaco vuoto al mattino con acqua(>200ml) e il paziente deve rimanere in piedi per almeno 30 minuti per prevenire il danno esofageo. La dose per il M. di Paget è 40mg/die per 6 mesi. Conclusioni: In prevenzione primaria delle fratture vertebrali è necessario trattare 100 donne con basso BMD (<2,5SD) per tre anni per prevenire una frattura spontanea documentabile radiologicamente. Nelle pazienti con pregressa frattura vertebrale è necessario trattare 22 soggetti per tre anni per prevenire una frattura sintomatica. |