Farmaci e Menopausa

ALENDRONATO


Indicazioni: Trattamento dell'osteoporosi o della malattia ossea M. di Paget.

Meccanismo di azione: l'alendronato inibisce il riassorbimento degli osteoclasti

Farmacocinetica: la disponibilità per via orale è estremamente bassa (0,7%) e sostanzialmente diminuita dai cibi e le bevande. La quota assorbita viene incorporata a livello osseo. Il farmaco viene principalmente eliminato per via renale.

Evidenze dell'efficacia: Attualmente l'efficacia del farmaco nell'osteoporosi postmenopausale si basa principalmente su due studi di comparazione con placebo. Nel primo, che è uno studio metodologicamente piuttosto debole, 994 donne con un BMD lombare estremamente basso (<-2,5 SD) furono trattate con alendronato o placebo e seguite per tre anni. Nelle pazienti che non avevano fratture vertebrali (il 79%) il farmaco riduce l'incidenza di nuove fratture dal 2% al 1% e la riduzione del rischio assoluto è l'1%.
L'altro trial clinico è stato condotto su 2027 donne con precedente frattura vertebrale, randomizzate con placebo o alendronato. Il farmaco riduce l'incidenza di nuove fratture dal 18,2% al 13,6% e il rischio assoluto è del 4,6%.

Effetti avversi: possibilità di severa esofagite che accade più spesso durante il primo mese di trattamento.

Dose: per il trattamento dell'osteoporosi la dose è pari a 10mg/die. Deve essere assunta a stomaco vuoto al mattino con acqua(>200ml) e il paziente deve rimanere in piedi per almeno 30 minuti per prevenire il danno esofageo. La dose per il M. di Paget è 40mg/die per 6 mesi.

Conclusioni: In prevenzione primaria delle fratture vertebrali è necessario trattare 100 donne con basso BMD (<2,5SD) per tre anni per prevenire una frattura spontanea documentabile radiologicamente. Nelle pazienti con pregressa frattura vertebrale è necessario trattare 22 soggetti per tre anni per prevenire una frattura sintomatica.