a) 0,8 gr/die b) 1,5 gr/die c) 2 gr/die
a) 15-20 aa b) 25-30 aa c) 35-40 aa
a) ACE-inibitori, antistaminici b) Antidepressivi triciclici, beta-bloccanti c) Eparina, cortisonici, antiacidi a) Di utilizzare latte e derivati b) Di evitare latte e derivati c) Di utilizzare latte e yougurt scremati
a) Cioccolato al latte, the verde, alici, gamberi, sardine sott'olio, insalata verde, broccoletti di rapa, carciofi b) Salmone, tonno, carote, patate, ceci, carne rossa, fagioli c) Riso, orate, sogliole, pomodoro, miele, caffè, soia, lievito di birra
a) Diabetici b) Soggetti sani con scarsa attività fisica c) Anziani
a) L' esercizio fisico aumenta il BMD senza necessità di una supplementazione di calcio con la dieta b) Effetto dell'esercizio fisico sull'osso si perde con la ripresa della vita sedentaria e necessita sempre di una supplementazione alimentare di calcio c) L'effetto dell'esercizio
fisico sull'osso si ottiene solo con un'attività molto intensa a) Nuoto b) Camminare c) Ginnastica
a) Rachide b) Femore c) Total body
a) Quando sono presenti nell'anamnesi familiare e/o personale fattori di rischio osteoporotico b) Sempre in perimenopausa c) Nelle pazienti obese
a) T score< -2,5 b) T score < -1 c) T score <-3
a) Iperparatiroidismo secondario b) Ipercalcemia ed ipercalciuria c) Ipocalcemia e ipocalciuria
a) Non si dà mai calcio in corso di terapia con bifosfonati b) Si somministra calcio contemporaneamente ai bifosfonati c) Si somministra a distanza di qualche ora dall'assunzione dei bifosfonati
a) Fratture femorali b) Fratture vertebrali c) Fratture vertebrali e femorali
a) necessariamente per il monitoraggio della terapia b) non servono per la loro scarsa variabilità c) sono necessari prima di iniziare una terapia per l'osteoporosi
a) ECE 0,3mg, patch 25mcg, E2 1mg , gel 0,75 mg b) ECE 0,625mg, patch 50mcg, E2 2mg, gel 1,5 mg c) ECE 1,250mg patch 100mcg, E2>2mg, gel 2,5 mg
a) Un maggior rischio di tumore mammario b) Un minor rischio di tumore mammario c) Non esiste correlazione tra tumore mammario e BMD
a) Essere efficaci nel mantenimento della massa ossea b) Non hanno nessun effetto sulla massa ossea c) Hanno significato
solo nel trattamento del soggetto anziano a) Paziente ipercolesterolemica b) Paziente a rischio per K.mammario c) Paziente a rischio tromboembolico
a) La qualità dell'osso b) La densità ossea c) Il rischio di frattura futuro
RISPOSTE 1) (b) Le donne in menopausa hanno un fabbisogno di calcio aumentato. L'apporto quotidiano raccomandato è circa1,500 gr/die; se in menopausa si ha un insufficiente apporto alimentare di calcio, si ha una perdita più marcata di questo elemento dall'osso. Il medico dovrebbe sempre dare alla paziente in trattamento osteoporotico una supplementazione farmacologia di calcio L'effetto positivo del calcio sembra legato ad una riduzione del turn- over osseo con conseguente riduzione del paratormone inibito dall'aumento della calcemia. 2) (b) Il raggiungimento del picco di massa ossea si ha entro la terza decade di vita ma, molto recentemente è stato dimostrato che più del 90% del picco di massa ossea è già raggiunto durante la seconda decade( tra i 15-18anni secondo gli autori). 3) (c) Antiacidi, eparina, cortisonici 4) (c) Consiglierei alla paziente di utilizzare latte e yougurt parzialmente o completamente scremati, in quanto questi alimenti come i formaggi magri contengono le stesse o addirittura maggiori quantità di calcio. Inoltre va ricordato che alcune acque minerali sono particolarmente ricche in calcio. Acque minerali che contengono 200mg di calcio/litro garantiscono una discreta quota del fabbisogno quotidiano. Chi non ha abitudine ad assumere latticini, li deve reintegrare gradualmente per dare tempo all'organismo di abituarsi. 5) (a) Cioccolato al latte, the verde, alici, gamberi, sardine sott'olio, insalate verdi, broccoletti di rapa e carciofi 6) (c) I soggetti anziani vanno incontro più facilmente ad un deficit di vitamina D in parte legato alla ridotta esposizione solare, ridotta introduzione alimentari dei suoi precursori(il latte in Italia non è arricchito di D2), minor idrossilazione epatica e renale con conseguente riduzione di assorbimento intestinale di calcio. 7) (b) L'esercizio fisico nel periodo giovanile può determinare un aumento del picco di massa ossea. La prevenzione dell'osteoporosi inizia con la comparsa del menarca. La combinazione di esercizio fisico, una dieta appropriata e uno stile di vita sano migliora il picco di massa ossea. L'esercizio fisico stimola la formazione ossea, una nutrizione adeguata con normale apporto di calcio permette la formazione di sostanza osteoide da mineralizzare. L'attività fisica aumenta la densità ossea in modo proporzionale al tempo in cui viene svolta. Non è necessaria un attività fisica molto intensa perchè uno sforzo estenuante comporta un'amenorrea ipoestrogenica con calo della densità ossea a conferma dell'importanza che ha la funzione gonadica nell'omeostasi del calcio. 8) (c) Consiglierei ginnastica. È necessaria un'attività fisica regolare. Il tipo di attività fisica influenza in maniera differente i vari siti ossei. Camminare ha scarso effetto sul tratto lombare e radiale, ma incrementa il bilancio totale del calcio e la densità a livello del calcagno. Un esercizio aerobico ha effetti sul tratto lombare e sul radio. Il tratto lombare è una delle sedi più colpite soprattutto nella fase acuta della perdita ossea postmenopausale comunque un attività fisica lieve o moderata incrementa la densità ossea in postmenopausa e gli effetti sono presenti finchè dura l'esercizio fisico. 9) (b) Femorale. La misura del collo del femore non sembra essere influenzata dalla osteoartrosi. La donna anziana ha un maggior rischio per la frattura femorale. Inoltre una patologia artrosica a livello vertebrale, calcificazioni extrascheletriche (come calcificazioni dell'aorta) possono sopravvalutare il dato densitometrico a livello di colonna vertebrale. 10) (a) La densitometria deve essere effettuata, in genere, in presenza di fattori che comportano un elevato rischio di osteoporosi. In donne sane perimenopausali o in donne post-menopausali che assumono terapia ormonale sostitutiva non è indicata la valutazione routidinaria della densitometria. 11) (a) Tscore<-2,5 12) (b) Soprattutto con l'impiego della vitamina D attiva( 1,25OHvitamina D) , che trova il suo razionale di impiego nel fatto che può correggere il ridotto assorbimento di calcio. Ma il calcitriolo ha una finestra di azione terapeutica piuttosto ristretta in quanto a dosi lievemente superiori a quelle utilizzate negli studi clinici è frequente riscontrare ipercalcemia e ipercalciuria per cui i soggetti trattati con vitamina D vanno monitorizzati attentamente per questi parametri. 13) (c) I bifosfonati
possono essere chelati dal calcio per cui i due trattamenti devono essere
somministrati non insieme, ma a distanza di qualche ora. 16) (b) La dose biologicamente efficace di estrogeno dipende dalla via di somministrazione e per gli ECE la dose standard per la prevenzione delle fratture è 0,625mg, per il patch è 50mcg per E2 è 2mg, 1,5mg per il gel. 17) (b) Dalla letteratura emerge che le donne con basso BMD potrebbero avere un basso rischio per K.mammario 18) (a) Bassi dosaggi estrogenici possono trovare un significato nella prevenzione dell'osteoporosi nel senso del mantenimento della massa ossea specie se associati a maggior integrazione alimentare o farmacologia di calcio e ad una adeguata attività fisica. 19) (c) Il trattamento con il raloxifene, come il trattamento con estrogeni, deve tener conto di un possibile lieve incremento dell'incidenza delle trombosi venose profonde. 20) (b) La densitometria valuta la densità minerale ossea BMD. L'uso del BMD per valutare il rischio di frattura presenta un alta specificità ma una bassa sensibilità perché circa la metà delle fratture patologiche avvengono in soggetti con densità ossea nella norma. |