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DISTURBI MENOPAUSALI NEL LUNGO TERMINE
Il compito del medico
dovrà essere rivolto alla prevenzione delle sequele tardive dovute
alla carenza estrogenica legata alla menopausa con particolare attenzione
alle situazioni più a rischio quali la menopausa precoce o indotta
e all'individuazione dei soggetti che già in epoca perimenopausale
si definiscono a rischio.
Attualmente le problematiche della menopausa richiedono un approccio multidisciplinare
in cui il ginecologo svolge il ruolo di coordinatore perché rappresenta
il punto di riferimento per molte donne che identificano la loro sintomatologia
come l'espressione clinica di una precisa fase della vita.
Osteoporosi
L'osteoporosi viene
oggi ritenuta una patologia e non un processo quasi fisiologico legato
all'invecchiamento.
È una malattia caratterizzata da una riduzione della massa ossea
e da una alterazione della microarchitttura del tessuto osseo con conseguente
aumento della fragilità ossea e predisposizione alle fratture.
Colpisce entrambi i sessi, in particolare le donne, le quali hanno una
massa ossea minore e la carenza di estrogeni che si verifica in menopausa
accelera il processo perché determina una rapida perdita di massa
ossea soprattutto nel primo quinquennio successivo ad essa. Infatti dopo
questo periodo il turn-over osseo appare meno vivace fino a sovrapporsi,
dopo la sesta decade di vita, alla perdita fisiologica tipica della senescenza.
Solo il 10-20 % delle donne in menopausa sviluppa un osteoporosi severa,
facendo supporre che oltre alla carenza estrogenica concorrano altri fattori
nel determinare una grave riduzione di massa ossea.
Il dolore dorsale acuto, la perdita in altezza, l'accentuazione della
cifosi e le fratture ossee sono già segni di osteoporosi tardiva.
La mancanza di segnali premonitori di allarme rende più importante
l'individuazione precoce dei soggetti a rischio al fine di attuare delle
strategie terapeutiche di prevenzione.
La prevenzione dovrebbe teoricamente iniziare già in giovane età,
quando si raggiunge il picco di massa ossea, promovendo un adeguata attività
fisica, non intensa ma continuativa ed una adeguata integrazione alimentare
di calcio.
Malattia Cardiovascolare
Dagli studi epidemiologici
emerge che la patologia cardiovascolare è più frequente
negli uomini rispetto alle donne nel periodo fertile, ma tale differenza
si riduce con l'aumentare dell'età, in particolare in concomitanza
con la menopausa. Tutto ciò, fa supporre che sia riconducibile
alla perdita dell'effetto protettivo degli estrogeni endogeni, in particolare
quando questo calo ormonale avviene bruscamente come nella menopausa chirurgica.
La menopausa appare
incrementare il rischio cardiovascolare-se avviene naturalmente il rischio
sembra aumentare più lentamente.
L'impiego della terapia
ormonale potrebbe ridurre l'incidenza della malattia cardiovascolare che
rimane a tutt'oggi la principale causa di morte.
Dati recenti supportano che la terapia ormonale sostitutiva, come la modificazione
di alcuni fattori di rischio coronario quali il fumo, la dieta, il miglioramento
dello stile di vita possano essere un mezzo per prevenire la malattia
coronarica.
ERT o HRT potrebbero
ridurre l'incidenza della malattia cardiovascolare
ERT: è
l'assunzione di estrogeni naturali o sintetici attraverso varie vie di
somministrazione ed è indicata in assenza di utero.
HRT: è l'assunzione di estrogeni più un progestinico
per proteggere l'utero.
QUALI I BENEFICI
DELLA ERT O HRT?
- Studi osservazionali
mostrano una riduzione significativa del rischio di malattia cardiaca
nelle donne che assumono estrogeni dopo la menopausa. Ma questo potrebbe
essere spiegato dal fatto che forse più donne in condizioni di
buona salute sono candidate alla HRT.
- Studi a lungo termine
come il Nurses'Health Study mostrano che ERT e HRT riducono il rischio
di malattia cardiovascolare e stroke, come il rischio di morte in generale
eccetto per il tumore mammario.
- L'estrogeno terapia
ha un effetto positivo su vari fattori di rischio cardiovascolare. Il
ruolo degli estrogeni sul metabolismo lipidico è ipotizzato dal
fatto che con la menopausa si ha spesso una modificazione in senso aterogeno
del loro assetto.
- Alcuni studi mostrano
l'azione degli estrogeni a livello delle arterie agendo sulla reattività
vascolare e migliorando così il flusso vascolare.
QUALI I RISCHI
DELLA ERT O HRT?
- Recentemente due
studi ( HERS 1998; Herringthon et al. 2000) non mostrano una riduzione
del rischio di malattia cardiovascolare con la HRT in pazienti già
coronaropatiche, condizionando così l'impiego della HRT come
prevenzione secondaria. Comunque entrambi gli studi presentano delle
variabili assai discutibili che potrebbero condizionarne il risultato,
come per esempio l'età delle pazienti. Attualmente all'impiego
della terapia ormonale sostitutiva non deve corrispondere un attesa
di beneficio cardiovascolare finchè non si avranno i dati finali
di studi in corso come Women's Health Iniziative attesi per il 2006.
Si può pensare che la terapia ormonale sostitutiva intrapresa
in postmenopausa per indicazioni correnti, quali la sintomatologia climaterica,
possa ridurre il rischio di malattia cardiovascolare nella donna sana
insieme al miglioramento delle qualità di vita.
- Donne che assumono
ERT e HRT possono avere un rischio aumentato di tromboembolismo venoso.
Deve essere valutata attentamente la storia familiare e personale al
fine di individuare alcune situazioni di rischio.
Morbo di Alzheimer
Fin dai tempi più
antichi era noto che molte persone con l'invecchiamento andavano incontro
ad una perdita di memoria e alcuni di essi potevano diventare come dei
"secondi bambini".
È solo negli ultimi venti anni che il M. di Alzheimer è
riconosciuto come malattia. L'esatta causa di questa patologia non è
ancora nota anche se notevoli progressi sono stati fatti in questo campo.
Una maggior frequenza e compromissione nelle donne soprattutto in postmenopausa
fa ritenere che la carenza ormonale che si verifica in questo periodo
possa favorire l'evoluzione della malattia.
Ipotesi supportata da iniziali dati clinici che mostrano che la somministrazione
di estrogeni potrebbe avere un ruolo favorevole nella prevenzione e trattamento
del M. di Alzheimer.
A tutt'oggi esistono ancora pochi studi ampi e controllati per confermare
il ruolo benefico della terapia ormonale, la dose e la durata del trattamento.
Rischio Oncologico
Cancro colon
retto
Ci sono molti fattori
di rischio per il cancro del colon-retto che riguardano:
1. Fumo
2. Dieta
3. Esercizio fisico
4. Obesità
Tutti questi fattori
possono essere annullati da una modificazione dello stile di vita.
L'impiego degli estrogeni in postmenopausa sembra avere una protezione
nei confronti di questa patologia. Non è noto l'entità dell'effetto
protettivo dopo la cessazione della terapia, si potrebbe avere una riduzione
dell'effetto con il trascorrere dl tempo dalla cessazione.
Tumore dell'endometrio
L'impiego dei soli
estrogeni aumenta il rischio di tumore dell'utero, l'aggiunta del progestinico
a dosi adeguate lo riduce. Per cui la terapia con soli estrogeni va indirizzata
alle donne senza utero.
Il rischio non si annulla in quanto permane il rischio simile a quello
di una donna che non fa terapia.
In corso di HRT in
donna asintomatica l'endometrio è monitorizzato con ecografia transvaginale
per valutare la rima endometriale.
Tumore mammario
Gli studi attuali
non riescono ancora a dimostrare definitivamente se la ormonoterapia aumenta
in modo consistente il rischio di tumore mammario.
Il rischio è influenzato dalla durata del trattamento e dal tempo
intercorso dalla cessazione. L'uso della HRT per pochi anni non determina
nessun incremento significativo di tumore. L'effetto sfavorevole si annulla
dopo 5 anni dalla sospensione. I tumori che si sviluppano in corso di
HRT hanno una prognosi migliore. È stimato che per 1000 donne che
utilizzano HRT da 10 anni dall'età i 50anni ci saranno 6 casi in
più di tumore mammario.
Comunque esistono delle donne che indipendentemente dalla HRT presentano
un aumento di rischio di tumore mammario per esempio per familiarità,
per abitudini di vita come l'uso eccessivo di alcool.
Raccomandazioni
per sorveglianza mammaria per le donne che fanno uso di HRT non differiscono
da quelle valide per tutte le donne.
Autopalpazione periodica
Mammografia almeno
biennale
Per le donne che presentano
una densità radiologica elevata oppure un'alto rischio può
essere utile un esame ecografico
La donna in menopausa
ha comunque un rischio maggiore di malattia cardiovascolare e stroke che
di tumore.
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